Morosità condominiale e reddito di cittadinanza.

Morosità condominiale e reddito di cittadinanza. 

Il reddito di cittadinanza è una forma di sostentamento primario che potrebbe alleviare il problema della morosità condominiale

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l reddito di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza è uno strumento di sostegno economico destinato a chi non ha un lavoro o percepisce stipendi molto bassi. In sostanza si garantisce che nessuno possa scendere sotto una determinata soglia di reddito. Per questo in Europa si parla più facilmente di reddito minimo garantito per distinguerlo dal reddito di cittadinanza, che è invece un contributo universale concesso indipendentemente dal reddito e dalla disponibilità o meno a lavorare.

Come stabilito dal DL 4/2019, i cittadini possono richiederlo a partire dal 6 marzo 2019, obbligandosi a seguire un percorso personalizzato di inserimento lavorativo e di inclusione sociale. Il Reddito di cittadinanza viene erogato ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, dei requisiti cittadinanza, residenza e soggiorno (per maggiori informazioni www.redditodicittadinanza.gov.it).

La morosità in condominio e pagamento delle spese. Vivere in un condominio significa usufruire di spazi e di servizi comuni, condividendoli con tutti coloro che abitano negli appartamenti attigui o ai piani superiori e inferiori. I condomini devono anche pagare le spese condominiali previste e legate ai consumi della luce, ai lavori di manutenzione, alla pulizia ordinaria di scale e pianerottoli. Tuttavia, ci si può trovare di fronte ad una incresciosa situazione: non tutti effettuano il pagamento delle quote spettanti e questo può generare dei buchi di bilancio.

Premesso ciò, da quanto appreso dagli organi di stampa, secondo una recente stima, la morosità nei condomini è cresciuto del 30%.In particolare, dall’analisi dei dati, è emerso che un terzo degli italiani dilaziona costantemente il pagamento delle quote dovute per le spese in condominio; di conseguenza, una volta accumulata una certa somma, è sempre più difficile e oneroso rifondere il debito.

Del resto, basti pensare che nell’ambito delle assemblee, molti condomini non partecipano soprattutto quando si tratta di deliberare lavori di ristrutturazioni degli immobili, anche quando sono urgenti.

Premesso ciò, alla luce dei nuovi scenari istituzionali, alla tutela della fascia dei cittadini in uno stato di povertà, alcune associazioni di categoria del mondo condominiale, si sono interrogate sulla possibilità di impiegare il c.d. bancomat del reddito di cittadinanza anche per le spese condominiali. Ormai non si può giustificare il moroso, a discapito, tra l’altro, di chi ha sempre pagato. Oltre a ciò, è sempre più difficile per l’amministratore gestite il condominio.
Fonte: https://www.condominioweb.com/il-reddito-di-cittadinanza-morosita-condominiale.15723

Condominio: chi paga le spese dei morosi?

 

Condominio: chi paga le spese dei morosi?

In un condominio ci può essere un singolo condomino moroso, che spesso non paga le spese condominiali. In questi casi chi paga le spese dei morosi?

Può sembrare logico che sia solo il moroso a dover pagare queste spese, ma purtroppo non è così. Se un condomino si rifiuta di pagare e non c’è modo di recuperare la somma dovuta, le spese non pagate dal moroso, dovranno essere ripartite tra tutti i condomini.

Chi paga le spese dei morosi

Quando si vive in un condominio, ci sono delle spese da onorare entro scadenze prestabilite. A volte accade che un condomino decida di non pagare le somme dovute.

Quando questo avviene, il condominio deve trovare il modo di pagare i creditori ed è costretto alla ripartizione del debito tra tutti i condomini.

Il bilancio in rosso può essere ripianato, facendo pagare una quota extra agli altri condomini in regola con i pagamenti. In questo modo il condominio potrà saldare i debiti con i creditori, in attesa di avviare un decreto ingiuntivo verso il condomino moroso.

L’assemblea deve deliberare per istituire un fondo morosi, per corrispondere le somme dovute ai creditori. Tuttavia serve il voto favorevole di tutti i condomini che partecipano all’assemblea, ovvero l’unanimità dei consensi.

Spesso succede che alcuni condomini trovino ingiusto dover pagare di tasca propria per l’inadempienza degli altri. Se c’è almeno un voto non favorevole, il condominio non può approvare un fondo morosi e quindi non può ripartire le spese tra i condomini.

E se il condominio non può pagare?

Quando il condominio non può pagare i debiti del moroso, il creditore cerca di pignorare i beni condominiali.

Se il bilancio è in rosso, il creditore può agire in altro modo:

  • cerca di pignorare i beni dei condomini morosi, chiedendo all’ amministratore un elenco di questi ultimi. Tuttavia bisogna considerare che se lo stesso condominio, non è riuscito ad ottenere le somme dovute, difficilmente il tentativo di recupero crediti del creditore avrà esito positivo.
  • in caso di impossibilità a pignorare i beni dei morosi, il creditore può pignorare i beni dei condomini (pensione, conto corrente, casa) in regola con i pagamenti, in base alle quote millesimali di proprietà.

Bisogna dire che i creditori possono provare a ipotecare l’appartamento del moroso e metterlo  all’ asta. Tuttavia si presentano spesso ulteriori difficoltà:

  • la casa potrebbe già essere pignorata da altri creditori o vi potrebbe essere l’ipoteca di grado superiore di un istituto di credito. In questo caso, la somma ricavata dalla vendita, spetta prima alla banca con l’ipoteca di primo grado e  poi, la parte restante viene data ai creditori con ipoteca di grado inferiore;
  • la casa potrebbe non essere venduta. Se non c’è nessun acquirente, la procedura si chiude il condominio non potrà più recuperare il proprio credito.

Conclusione

Chi non paga le spese dei morosi?

Se non è possibile recuperare le spese del condomino moroso, tutti i condomini dovranno risponderne tramite l’istituzione di un fondo moroso, o anche subendo il pignoramento dei propri beni.