CONDOMINIO: ABBATTIMENTO PALME INFETTE DAL PUNTERUOLO ROSSO

FOTO-PALMA-e1550771954667-90x141

Speciale palme

Palme: il punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus) È arrivato in Italia già da alcuni anni il temibile coleottero originario dell’Asia meridionale che è letale per le piante di palma. L’emergenza fitosanitaria generata dal punteruolo rosso si è ormai trasformata in una catastrofe ambientale di gravissime proporzioni.

Sebbene la gravità del fenomeno fosse ben conosciuta e il rischio di infestazioni annunciato, non sono state approntate le adeguate cautele di prevenzionee di lotta. Purtroppo, piante infestate hanno continuato ad essere importate e commercializzate tra nord Africa, Penisola Iberica, Isole Canarie, Italia e con loro, il parassita.
La guerra contro il Rhynchophorus ferrugineus vede in prima linea i Servizi Fitosanitari Regionali e i primi decreti di lotta con precise misure e prescrizioni fitosanitarie, ma nonostante tutto, sono stati e sono ancora troppi i focolai non segnalati. Spesso le palme infette o addirittura già morte, non vengono abbattute e si permette così al curculionide di completare il ciclo biologico ben protetto all’interno dello stipite della palma.

Per saperne di più potete leggere i contetuti sottostanti e scaricare gratuitamente la SCHEDA DI SEGNALAZIONE DEL PUTERUOLO ROSSO ed il DECRETO PARERE CDM LOTTA OBBLIGATORIA PUNTERUOLO ROSSO

Tutto sul punteruolo

Il punteruolo rosso della pamla

Il punteruolo rosso della palma

Il punteruolo rosso della palma

Il punteruolo rosso della palma, Rhynchophorus ferrugineus (Olivier), è un coleottero curculionide originario dell’Asia meridionale e risulta letale per le piante di palma.
Nel 1994 l’insetto è comparso per la prima volta in Europa e precisamente in Spagna. Il suo arrivo è dovuto all’importazione di palme adulte infette dall’Egitto. Dal 2005 è segnalato anche in Italia in diverse regioni: Toscana, Sicilia, Campania, Lazio, Puglia. L’insetto vive all’interno della palma, dove compie tutto il suo ciclo vitale.
A maturità la femmina della specie sfarfalla e va a deporre le proprie uova (circa 300) in piccole cavità del tronco o in corrispondenza delle superfici di taglio delle foglie. Dopo 2-5 giorni nascono le larve che si introducono nella palma e si cibano dei tessuti della stessa. Le larve si spostano all’interno della pianta scavando tunnel e larghe cavità che diventano il luogo ideale per lo sviluppo dell’insetto. Il periodo di sviluppo larvale varia, secondo la stagione, da 1 a 3 mesi. A maturità le larve si ”impupano” in un bozzolo di fibre di palma (pupario); Dopo 20-30 giorni l’adulto (lungo circa 3-4 cm) è sviluppato ma rimane all’interno della palma anche per diversi giorni prima di abbandonare la pianta ospite e infestare nuove piante. L’intero ciclo dura circa 4 mesi e nella stessa pianta si sovrappongono più generazioni dell’insetto fino a distruzione della pianta ospite.

Sintomi e danni della palma

Esempio di palma affetta da Rincoforo

Esempio di palma affetta da Rincoforo

I danni causati dalle larve sono visibili solo in una fase avanzata dell’infestazione, quando le larve sono arrivate a danneggiare la gemma centrale.
sintomi esteriori dell’attacco sono rappresentati dall’anomalo portamento della chioma che perde la sua simmetria verticale e che successivamente si mostra completamente divaricata con l’aspetto ad ombrello aperto.
Nelle fasi terminali la palma collassa. A questo punto si manifesta la migrazione di massa degli insetti che erano presenti all’interno dello stipite (gli adulti sono in grado di volare anche per distanze superiori ad 1 Km) per la ricerca di un nuovo esemplare di palma del quale alimentarsi.
Gli adulti sono attratti dalle ferite fresche per questo è bene non potare mai il verde delle palme.

Profilassi: come prevenire il punteruolo rosso

Il ciclo produttivo del punteruolo rosso

Il ciclo produttivo del punteruolo rosso

Dato il lungo periodo in cui le larve restano all’interno della pianta esse risultano difficilmente raggiungibili dai comuni antiparassitari.
Appare evidente la necessità di impedire preventivamente l’ingresso delle larve e soprattutto l’esigenza di prestare la massima attenzione per individuare precocemente il momento dei loro primi insediamenti. Infatti, gli interventi di difesa possono sortire qualche risultato solo se attuati con tempestività.
Per prevenire le infestazioni è necessario mantenere le piante nelle migliori condizioni vegetazionali, adottando tutti gli accorgimenti tecnici che permettano di evitare o limitare l’insediamento iniziale del parassita.
Gli interventi di profilassi generale a cui devono attenersi tutti i proprietari di piante di palme sono così individuabili:
– accurate ispezioni periodiche su tutte le piante suscettibili di attacco da parte del coleottero in questione;
– evitare i tagli delle foglie verdi o, se indispensabili, effettuarli nel periodo invernale.

La lotta chimica

La lotta chimica al Punteruolo Rosso delle palme

La lotta chimica al Punteruolo Rosso delle palme

prodotti autorizzati nei giardini privati sono esclusivamente quelli contrassegnati dalla dizione PPO (Prodotti per Piante Ornamentali).
principi attivi afferenti a tale categoria sono, principalmente, prodotti che agiscono per contatto ed ingestione quindi possono esercitare solo un effetto a carico dell’insetto quando si trova fuori dalla palma (adulti in fase di deposizione, uova appena deposte,
pupari che fuoriescono totalmente o in parte).
I trattamenti sulla chioma sono inefficaci contro le larve che si trovano all’interno dello stipite. Si segnalano i seguenti principi attivi: Bifentrin con una discreta attività repellente, Malation, Deltametrina, Diazinone con attività citotropica, Triclorfon. Il trattamento deve essere effettuato con abbondanti volumi d’acqua cercando di bagnare bene la chioma e il
fusto della palma.
L’endoterapia cioè l’inserimento di prodotti chimici all’interno del fusto tramite sistemi a pressione sono efficaci contro le larve ma non contro gli adulti quindi vanno effettuati contestualmente ai trattamenti in chioma. Non bisogna dimenticare che i trattamenti hanno una durata limitata e vanno quindi ripetuti periodicamente.
L’efficacia dell’endoterapia è attualmente sotto sperimentazione soprattutto per le peculiarità del tessuto della palma che è spugnoso e non compartimentalizza le ferite, non è da escludere la possibilità che nel lungo periodo i fori praticati per i trattamenti creino dei problemi di stabilità alle palme. La lotta al punteruolo è meglio descritta nel D.M. 9-11-2007
Va eseguito da ditte specializzate e secondo modalità atte a ridurre i rischi di diffusione del punteruolo.
In particolare:
1) l’abbattimento deve essere effettuato in assenza di pioggia e di vento;
2) deve essere predisposta la copertura dell’area sottostante la proiezione della pianta da abbattere con un telone di plastica dello spessore di almeno 0,20 millimetri;
3) se in occasione del taglio si rilevano cavità con presenza di larve o adulti le parti tagliate devono essere tempestivamente chiuse in buste di plastica;
4) raccolta e imbustamento di tutti i residui caduti sul telone di plastica a fine operazione di abbattimento della singola pianta.
5) La ditta che effettua l’abbattimento deve smaltire i residui in discariche specializzate che ne effettueranno la triturazione. Non si uccidono tutti gli esemplari bruciando i residui.
Il trasporto in discarica deve avvenire con mezzi coperti.
Allo stato attuale tutti i tipi di lotta a parte l’abbattimento sono in via sperimentale, non esistono metodi sicuri al 100% sia per la tossicità dei prodotti utilizzati nel caso di trattamenti in chioma sia per i danni provocati alla palma dall’endoterapia.

Ricapitolando

  • L’attacco del punteruolo porta alla morte della palma e determina anche rischi per l’incolumità delle persone.
  • Il punteruolo rosso attacca non solo le palme del genere Phoenix ma anche molte altre specie, attacca sia gli esemplari maschi che le femmine.
  • I trattamenti sono efficaci solo in stadi precoci di infestazione, monitorare sempre la propria palma.
  • Le potature delle parti verdi della pianta richiamano il punteruolo, potare solo il secco.
  • Le trappole possono indicare quando intervenire.
  • I prodotti chimici che si possono utilizzare in ambito urbano sono limitati.
  • Tutto è ancora in fase sperimentale.
  • Pare che l’utilizzo di nematodi come lotta biologica stia dando buoni risultati.
  • L’endoterapia colpisce solo le larve e va sempre unita ad un trattamento in chioma per eliminare gli adulti.
  • L’endoterapia può danneggiare la palma a causa dei fori che vengono praticati sul fusto.
  • In caso di attacco informare il Servizio fitosanitario regionale
  • Non esistono contributi per la rimozione delle palme infette nel Lazio, è tutto a carico dei proprietari della palma.
  •  La non ottemperanza all’obbligo di abbattimento comporta una multa.
  • Diffidate di chi pensa di avere una soluzione senza controindicazioni o effetti collaterali.

Energia elettrica in condominio: IVA al 22% (piena) per le parti comuni

Energia elettrica in condominio: IVA al 22% (piena) per le parti comuni

Agenzia delle Entrate: non è applicabile l’aliquota del 10% alle somministrazioni di energia destinata ai servizi comuni, quali illuminazione delle scale, ascensori, cancello elettrico, citofoni, ecc., nel caso in cui il condominio abbia natura prevalentemente residenziale

Non c’è scorciatoia né ‘sconto’ sull’Iva per l’energia elettrica destinata alle parti comuni dell’edificio condominiale (illuminazione delle scale, ascensori, cancello elettrico, citofoni, ecc., nel caso in cui il condominio abbia natura prevalentemente residenziale) perché non c’è residenzialità: la fornitura sconta l’imposta piena, con l’aliquota ordinaria del 22%. Non è applicabile, infatti, l’agevolazione prevista al punto 103 della tabella A, parte III, allegata al dpr 633/72 per l’energia elettrica per uso domestico.

Il requisito della residenzialità e l’uso domestico

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate in un recente interpello (n.3/2018 del 4 dicembre), che ha escluso in ogni caso la riduzione, anche nel caso in cui il condominio sia costituito esclusivamente da abitazioni. Perché? “L’uso domestico si realizza nelle somministrazioni rese nei confronti di soggetti che, in qualità di consumatori finali, impiegano l’energia elettrica o termica nella propria abitazione, a carattere familiare o in analoghe strutture a carattere collettivo e che non utilizzano l’energia nell’esercizio di imprese o per effettuare prestazioni di servizi rilevanti ai fini Iva, anche se in regime di esenzione“, viene precisato nel documento.

In pratica, l’energia elettrica impiegata nelle parti comuni del condominio “è diversa” da quella impiegata nelle abitazioni familiari o in analoghe strutture a carattere collettivo caratterizzate dal requisito della residenzialità, requisito non soddisfatto nel caso della corrente elettrica fornita per il funzionamento delle parti comuni degli edifici condominiali, impiegata quindi esclusivamente in luoghi diversi dall’abitazione. Nelle parti comuni non ci si abita, pertanto non si può parlare di uso domestico.

Il rischio, altrimenti, è che il condominio possa includere nelle agevolazioni per le parti comuni prestazioni di servizi rilevanti ai fini Iva, ad esempio locazione del campo da tennis, di parti comuni a uso commerciale o per fini pubblicitari.

https://www.ingenio-web.it/22057-energia-elettrica-in-condominio-iva-al-22-piena-per-le-parti-comuni

Parcheggi e posti auto in condominio

https://www.studiocataldi.it/condominio/aree-destinate-a-parcheggio.asp

 

Parcheggi e posti auto in condominio
L’inserimento esplicito dei posti auto tra le parti comuni comporta la tutela diretta della
loro proprietà. Guida alle aree destinate a parcheggio in condominio
1. Aree destinate a parcheggio
2. Parcheggi in condominio: dibattito e riforma
3. Tipologie di parcheggio condominiale
4. Parcheggi in condominio: godimento e turni
Aree destinate a parcheggio

Una delle principali novità apportate dalla riforma del condominio, all’elenco di cui al punto
2 dell’art. 1117 c.c. sulle parti comuni è l’inserimento esplicito delle “aree destinate a
parcheggio”.
Sebbene il generale principio ispiratore della norma è da sempre quello di considerare
comuni tutti gli spazi e i locali utili per fornire servizi alla collettività dei condomini,
tuttavia, l’aver previsto espressamente dette aree tra i beni comuni ha come
conseguenza una tutela diretta della proprietà delle stesse, poiché in quanto
comprese nell’elenco dell’art. 1117 c.c. non è necessario che il singolo condomino ne
dimostri la comproprietà, essendo sufficiente al fine della presunzione della natura
condominiale che tali beni abbiano l’attitudine funzionale al servizio o al
godimento collettivo, ovvero che siano strutturalmente collegati con le unità immobiliari
di proprietà esclusiva in un rapporto di accessorietà.

Parcheggi in condominio: dibattito e riforma

Quella dei parcheggi è questione che interessa il legislatore da decenni, almeno a partire
dalla seconda metà degli anni ’60, quando a seguito del rapido sviluppo della circolazione
automobilistica e delle problematiche ad essa connesse, con la l. n. 765/1967 (c.d.
“legge ponte”) si introdusse per la prima volta il principio della necessaria
individuazione di aree destinate a parcheggio pubblico nella pianificazione
urbanistica, con la previsione della destinazione obbligatoria di appositi spazi nei
fabbricati di nuova costruzione in misura proporzionale alla cubatura totale dell’edificio a
favore di tutti i condomini, non prevista nella precedente legge urbanistica (l. n.
1150/1942).
Agli stessi principi si informarono gli ulteriori interventi legislativi, tra i quali si può
ricordare: la legge sul “condono edilizio” del 1985 che introdusse disposizioni tese a
considerare gli spazi destinati ai parcheggi come “pertinenze”; la l. n. 122/1989, c.d.
“legge Tognoli” di modifica della l. n. 1150/1942 con l’aumento della quantità
delle aree da destinare a parcheggio nelle nuove costruzioni; ma anche la l. n.
246/2005 che, pur lasciando inalterate le disposizioni sulla destinazione delle aree
condominiali a parcheggio, ha eliminato il vincolo all’uso a favore degli utilizzatori
degli alloggi, consentendo ai proprietari degli immobili cui i parcheggi accedono di

disporne pienamente, potendo anche alienarli, separatamente rispetto all’unità abitativa, a
terzi estranei al fabbricato condominiale.

L’argomento parcheggi è stato oggetto di intenso dibattito anche in giurisprudenza, la
quale dopo iniziali oscillazioni circa l’esistenza di un vincolo privatistico (v., tra le altre,
Cass. n. 2452/1981), ha affermato che, in mancanza di espressa riserva di proprietà o di
riferimento negli atti di trasferimento delle unità immobiliari, le aree parcheggio devono
essere considerate parti comuni dell’edificio condominiale ex art. 1117 c.c. (Cass.
n. 730/2008).
Il nuovo testo legislativo, pertanto, inserendo le aree destinate al parcheggio tra le res
communis del condominio, recepisce i frutti dell’evoluzione normativa e della relativa
interpretazione giurisprudenziale.
Tipologie di parcheggio condominiale
[Torna su]
Quanto alle tipologie di parcheggio condominiale, queste possono essere differenti
(box auto, parcheggi delimitati a strisce, parcheggi liberi, ecc.), in base alla natura
stabilita in fase di costruzione o, nell’eventualità che la superficie adibita a tale scopo
non sia in grado di contenere tutti i veicoli dei condomini, di realizzazione ex novo di
spazi da adibire a parcheggi, secondo le disposizioni e le maggioranze dettate in tema
di innovazioni dall’art. 1120 c.c., ovvero di modifica della destinazione d’uso di una
parte comune, secondo le maggioranze previste dal nuovo art. 1117-ter, purché non
rechino pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato o alterino il decoro
architettonico dell’edificio.
L’uso del cortile comune
In merito, è considerata pacifica, in giurisprudenza, l’utilizzabilità a parcheggio
del cortile comune, tra le cui destinazioni accessorie, oltre a quella principale di dare
aria e luce alle varie unità immobiliari, “rientra quella di consentire ai condomini l’accesso
a piedi o con veicoli alle loro proprietà, di cui il cortile costituisce un accessorio, nonché la
sosta anche temporanea dei veicoli stessi, senza che tale uso possa ritenersi condizionato
dall’eventuale più limitata forma di godimento del cortile comune praticata nel passato”
(Cass. n. 13879/2010).
L’area del giardino di condominio
Tra le parti comuni da destinare a parcheggio, si fa rientrare anche l’area del giardino
condominiale, “interessata solo in piccola parte di alberi d’alto fusto e di ridotta
estensione rispetto alla superficie complessiva” che non dà luogo ad “innovazione vietata
dall’art. 1120 c.c., non comportando tale destinazione alcun apprezzabile deterioramento
del decoro architettonico, né alcuna significativa menomazione del godimento e dell’uso
del bene comune, ed anzi da essa, derivando una valorizzazione economica di ciascuna
unità abitativa e una maggiore utilità per i condomini” (Cass. n. 15319/2011).

Parcheggi in condominio: godimento e turni

Resta fermo che l’uso e il godimento dei parcheggi spettano a tutti i condomini, secondo il
“principio della parità di godimento tra tutti i condomini stabilito dall’art. 1102 c.c., il quale
impedisce che sulla base del criterio del valore delle singole quote, possa essere
riconosciuto ad alcuni il diritto di fare un uso del bene, dal punto di vista qualitativo,
diverso dagli altri (Nella specie, la S.C. ha confermato la pronuncia di merito che aveva
annullato, per violazione dell’art. 1102 c.c., una delibera assembleare che aveva attribuito
il diritto di scegliere i posti auto nel garage condominiale – tra loro non equivalenti per
comodità di accesso – a partire dal condomino titolare del più alto numero di millesimi)”
(Cass. n. 26226/2006).
In caso di parcheggi condominiali insufficienti a contenere contemporaneamente le
autovetture di tutti i condomini, la giurisprudenza ha altresì affermato la legittimità
della disciplina turnaria dei posti macchina, la quale lungi dal comportare l’esclusione
di un condomino dall’uso del bene comune, “è adottata per disciplinare l’uso di tale bene
in modo da assicurarne ai condomini il massimo godimento possibile nell’uniformità di
trattamento e secondo le circostanze” (Cass. n. 12873/2005), purchè l’uso turnario del
parcheggio sia distribuito in modo che tutti i condomini abbiano gli stessi diritti sui posti
auto, sebbene cadenzati in diversi momenti (Cass. n. 12486/2012).

Si può aprire una nuova finestra in condominio?

https://www.laleggepertutti.it/223380_si-puo-aprire-una-nuova-finestra-in-condominio

Si può aprire una nuova finestra in condominio?

19 Luglio 2018
Si può aprire una nuova finestra in condominio?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Luglio 2018

Quali permessi e autorizzazioni servono per creare una nuova finestra in un appartamento bucando il muro dell’edificio condominiale?

La tua casa è buia. A differenza delle altre dello stesso edificio ha un solo balcone e le finestre sono piuttosto piccole. Hai parlato con un ingegnere il quale ti ha suggerito di aprire una nuova finestra. Si tratterebbe cioè di rompere una parte della facciata dell’edificio e di creare una ulteriore apertura che affacci sul cortile comune. Non c’è altra via per dare aria e luce all’immobile. «Rompere i muri del palazzo?» hai reagito incredulo. L’opera ti sembra infatti impossibile, sia per via dei pregiudizi che potrebbe arrecare allo stabile (pregiudizi non solo di tipo estetico, ma anche per il rischio di possibili crolli), sia per le contestazioni che gli altri condomini solleverebbero immediatamente. Verresti accusato di aver rovinato l’estetica del palazzo e, probabilmente, condannato a risarcire i danni e a ripristinare il muro per come era prima, spesa che certo non puoi permetterti. L’ingegnere, invece, sembra convinto del fatto suo e sostiene che l’intervento sia del tutto lecito, consentito dal codice civile e dalle aule dei tribunali. È davvero così? Si può aprire una nuova finestra in condominio? Guarda caso, la stessa situazione è stata di recente decisa dalla Cassazione [1]. Ecco cosa hanno detto, in proposito, i giudici supremi.

Cosa si può fare sul muro del palazzo?

I muri perimetrali dell’edificio, ossia quelle che comunemente vengono dette “facciate”, sono parti comuni del condominio. Significa che appartengono a tutti i condomini, nessuno escluso. Non si tratta di una proprietà virtuale, ma effettiva; il che implica che ciascuno la può usare e sfruttare a proprio piacimento a condizione però che non ne modifichi la destinazione e non comprometta la stabilità o l’estetica del palazzo.

Il codice civile [2], proprio in merito all’utilizzo delle parti comuni del condominio, stabilisce il seguente principio: «Ciascun condomino può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa».

Questo diritto implica che ciascun condomino può aprire porte e finestre sul muro condominiale per rendere più arieggiato e luminoso il proprio appartamento. È suo diritto farlo. E siccome parliamo di un diritto soggettivo, non lo si può subordinare al previo consenso dell’assemblea. In altre parole, gli altri condomini non sono tenuti a dare una preventiva autorizzazione. Tutto ciò che è richiesto dalla legge è di comunicare l’avvio dei lavori all’amministratore il quale dovrà, a sua volta, informare di ciò all’assemblea alla prima riunione utile.

Leggi anche Come aprire una finestra o una seconda porta in casa.

In ogni caso chi intende aprire una finestra sul muro del palazzo deve rispettare i limiti che qui di seguito elencheremo.

Decoro architettonico

Come anticipato, il condomino che intende aprire una finestra in condominio deve rispettare il decoro architettonico, ossia le linee dell’edificio impresse dal costruttore. Ma se l’immobile ha perso pregio nel tempo per via di altre modifiche già apportate dai proprietari, è più facile effettuare ulteriori interventi. In questo senso, può essere determinante la scelta della facciata su cui realizzare la nuova apertura. Una finestra che rompe la simmetria delle altre può essere un pugno nell’occhio se realizzata sulla facciata principale, quella che dà “fronte strada”, mentre può essere meno visibile se invece si apre su una parete laterale dell’edificio o sulla corte interna, visibile solo ai condomini.

Stabilità del fabbricato

In secondo luogo la nuova finestra non deve costituire un pericolo per la stabilità dell’immobile. In questo avrà particolare peso il progetto presentato dal tecnico addetto ai lavori [2] che potrà rassicurare gli altri condomini sulla bontà dell’opera.

In ultimo abbiamo chiarito che condizione per sfruttare la “cosa comune” è non modificarne la destinazione d’uso. Non c’è dubbio però che la facciata dell’edificio nasca proprio con la funzione di proteggere gli appartamenti e, nello stesso tempo, di dare loro aria e luce tramite l’apertura di balconi e finestre. Per cui un nuovo affaccio non costituisce certo una modifica rilevante. Siamo quindi nell’ambito del perimetro concesso dal codice civile.

Permessi del Comune

Secondo il testo unico sull’edilizia, le aperture di una finestra, portafinestra o lucernario sono realizzabili mediante segnalazione certificata di inizio attività SCIA. Non è più richiesto il permesso di costruire quando non viene modificata la sagoma dell’edificio.

Nei casi in cui vi siano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, prima di dare inizio ai lavori occorre ottenere il nulla osta dagli organi preposti (sovrintendenza o altro ente competente). La SCIA, infatti, non sostituisce questi atti autorizzativi. Si richiede quindi un parere preventivo.

Distanze regolamentari

Non ci sono limiti in merito alle distanze tra costruzioni. Per cui non si può lamentare il vicino che abita di fronte per il fatto che il dirimpettaio sta aprendo una nuova veduta sulla sua proprietà: il condomino – ribadisce la Cassazione – può, all’interno di un cortile comune, realizzare l’apertura di finestre perché rientra nei suoi legittimi poteri dal momento che una cosa è la regolamentazione generale sulle distanze, altra la normativa civile. La regolamentazione generale sulle distanze si applica tra i condomini di un edificio solo se «compatibile con la disciplina particolare relativa alle cose comuni, dovendo prevalere in caso di contrasto la norma speciale in tema di condominio in ragione della sua specialità». Pertanto è legittima l’opera realizzata «senza osservare le norme dettate per regolare i rapporti tra proprietà contigue, sempre che venga rispettata la struttura dell’edificio condominiale».

L’apertura di finestre o «la trasformazione di luce in veduta su un cortile comune», in particolare, rientra nei «poteri spettanti ai condomini tenuto conto che i cortili comuni, assolvendo alla precipua finalità di dare aria e luce agli immobili circostanti ben sono fruibili a tale scopo dai condomini cui spetta anche la facoltà di praticare aperture che consentano di ricevere aria e luce dal cortile comune o di affacciarsi sullo stesso, senza incontrare le limitazioni prescritte, in tema di luci e vedute a tutela dei proprietari dei fondi confinanti di proprietà esclusiva».

Edilizia libera, finalmente la lista degli interventi che puoi realizzare senza permessi

http://biblus.acca.it/focus/analisi-interventi-edilizia-libera/

Edilizia libera, finalmente la lista degli interventi che puoi realizzare senza permessi

Non ci sono più dubbi sull’edilizia libera! Ecco la lista dei lavori da fare senza permessi (gazebo, pergotende, climatizzatori, infissi, porte). Ecco il testo del dm 2 marzo 2018

Molto spesso, quando occorre realizzare interventi edili “non pesanti”, sorgono dubbi – ai cittadini ma anche ai tecnici più esperti – sul fatto se sia necessario o meno ottenere un titolo abilitativo o quanto meno procedere a una comunicazione al comune. Inoltre, se necessaria, la comunicazione deve essere semplice o asseverata (quindi accompagnata da un’apposita relazione a firma di un tecnico abilitato)?

A dire il vero il testo unico sull’edilizia (dpr 380/2001) già definisce le categorie di intervento realizzabili liberamente, i cosiddetti interventi in edilizia libera, ma si tratta di categorie di interventi e non di specifiche opere da realizzare o elementi da adottare. Quindi molto spesso sorgevano dubbi interpretativi proprio perché (almeno fino ad oggi) non esisteva una classificazione precisa di ogni opera.

Finalmente le regole sono cambiate. Da qualche settimana la Conferenza unificata Stato-Regioni ha siglato l’accordo sul glossario unico con l’esatta definizione degli interventi che non richiedono titolo abilitativo.

Ricordiamo che un intervento in edilizia libera è un intervento che non prevede la necessità di alcun titolo abilitativo e non richiede, quindi, permesso di costruire, SCIA o CILA.

Prima di analizzare il glossario unico, ricordiamo cosa prevede il testo unico per l’edilizia.

Indice [Nascondi]

 

Interventi edilizia libera secondo il dpr 380/2001

Il dpr 380/2001 (testo unico edilizia) definisce all’art. 6 le diverse categorie di interventi realizzabili in edilizia libera.

In particolare, fatte salve alcune eccezioni, possono essere senza alcun titolo abilitativo i seguenti interventi:

  1. gli interventi di manutenzione ordinaria
  2. gli interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW;
  3. gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;
  4. le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;
  5. movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
  6. le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola;
  7. le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni contenute entro l’indice di permeabilità, compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;
  8. pannelli solari, fotovoltaici a servizio degli edifici fuori della zona A) di cui al dm 1444/68;
  9. le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

Sono considerati interventi in edilizia libera, ma necessitano una comunicazione di avvio lavori al comune, anche le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a 90 giorni.

Analisi del glossario dell’edilizia libera

Il glossario per l’edilizia libera specifica, per ogni categoria prevista dall’art. 6 del dpr 380/2001, quali opere ed elementi che possono realizzarsi.

Procediamo all’analisi di ciascuno di questi.

Interventi di manutenzione ordinaria

Le opere e gli elementi che rientrano nella manutenzione ordinaria sono i seguenti:

  1. Manutenzione riparazione, sostituzione, rinnovamento (comprese le opere correlate quali guaine, sottofondi, etc.) di:
    • pavimentazione esterna
    • pavimentazione interna
  2. Rifacimento, riparazione, tinteggiatura (comprese le opere correlate) di:
    • intonaco interno
    • intonaco esterno
  3. Riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • elemento decorativo delle facciate (es. marcapiani, modanature, corniciature, lesene)
  4. Riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • opera di lattoneria (es. grondaie, tubi, pluviali)
    • impianto di scarico
  5. Riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • rivestimento interno
    • rivestimento esterno
  6. Riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • serramento e infisso interno
    • serramento e infisso esterno
  7. Installazione, comprese le opere correlate, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • inferriata
    • altri sistemi anti intrusione
  8. Riparazione, sostituzione, rinnovamento, inserimento eventuali elementi accessori, rifiniture necessarie (comprese le opere correlate) di:
    • elemento di rifinitura delle scale
  9. Riparazione, sostituzione, rinnovamento, inserimento eventuali elementi accessori, rifiniture necessarie (comprese le opere correlate)
    • scala retrattile e di arredo
  10. Riparazione, sostituzione, rinnovamento, messa a norma di:
    • parapetto e ringhiera
  11. Riparazione, rinnovamento, sostituzione nel rispetto delle caratteristiche tipologiche e dei materiali (comprese le opere correlate quali l’inserimento di strati isolanti e coibenti) del:
    • manto di copertura
  12. Riparazione, sostituzione, installazione
    • controsoffitto non strutturale
  13. Riparazione, rinnovamento
    • controsoffitto strutturale
  14. Riparazione, sostituzione, rinnovamento, realizzazione finalizzata all’integrazione impiantistica e messa a norma di:
    • comignolo o terminale a tetto di impianti di estrazione fumi
  15. Riparazione, rinnovamento o sostituzione di elementi tecnologici o delle cabine e messa a norma di
    • ascensore
    • impianti di sollevamento verticale
  16. Riparazione e/o sostituzione, realizzazione di tratto di canalizzazione e sottoservizi e/o messa a norma di:
    • rete fognaria e rete dei sottoservizi
  17. Riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento e/o messa a norma
    • impianto elettrico
  18. Riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento, compreso il tratto fino all’allacciamento alla rete pubblica e/o messa a norma di
    • impianto per la distribuzione e l’utilizzazione di gas
  19. Riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento, sostituzione e integrazione apparecchi sanitari e impianti di scarico e/o messa a norma di:
    • impianto igienico e idro-sanitario 
  20. Installazione, riparazione, integrazione, rinnovamento, efficientamento e/o messa a norma di
    • impianto di illuminazione esterno
  21. Installazione, adeguamento, integrazione, rinnovamento, efficientamento, riparazione e/o messa a norma di:
    • impianto di protezione antincendio
  22. Installazione, adeguamento, integrazione, efficientamento (comprese le opere correlate di canalizzazione) e/o messa a norma
    • impianto di climatizzazione
  23. Riparazione, adeguamento, integrazione, efficientamento (comprese le opere correlate di canalizzazione) e/o messa a norma di:
    • impianto di estrazione fumi
  24. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e/o messa a norma di:
    • antenna/parabola
    • altri sistemi di ricezione e trasmissione
  25. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e/o messa a norma di
    • punto di ricarica per veicoli elettrici

Pompe di calore di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW

  1. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e/o messa a norma di
    • pompa di calore aria-aria
  2. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e/o messa a norma di
    • deposito di gas di petrolio liquefatti

Eliminazione delle barriere architettoniche

  1. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento, messa a norma, purché non incida sulla struttura portante di:
    • ascensore, montacarichi
  2. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento, messa a norma di:
    • servoscala e assimilabili
  3. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • rampa
  4. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • apparecchio sanitario e impianto igienico e idro-sanitario
  5. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • dispositivi sensoriali

Attività di ricerca nel sottosuolo

  1. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • opere strumentali all’attività di ricerca nel sottosuolo attraverso carotaggi, perforazioni e altre metodologie

Movimenti di terra

  1. Manutenzione, gestione e livellamento di:
    • terreno agricolo e pastorale
  2. Manutenzione e gestione di:
    • vegetazione spontanea
  3. Manutenzione e gestione di:
    • impianti di irrigazione e di drenaggio, finalizzati alla regimazione ed uso dell’acqua in agricoltura

Serre mobili stagionali

  1. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • serra compresi elementi di appoggio e/o ancoraggio

Pavimentazione di aree pertinenziali

  1. Realizzazione, riparazione, sostituzione, rifacimento di:
    • intercapedine
  2. Realizzazione, riparazione, sostituzione, rifacimento di:
    • locale tombato
  3. Realizzazione, riparazione, sostituzione, rifacimento di:
    • pavimentazione esterna, comprese le opere correlate, quali guaine e sottofondi
  4. Realizzazione, riparazione, sostituzione, rifacimento di:
    • vasca di raccolta delle acque

Pannelli fotovoltaici a servizio degli edifici

  1. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • pannello solare
    • pannello fotovoltaico
    • generatore microeolico

Aree ludiche ed elementi di arredo delle aree di pertinenza mobili stagionali

  1. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • opera per arredo da giardino e assimilate; es.:
      • barbecue in muratura
      • fontana
      • muretto
      • scultura
      • fioriera
      • panca
      • ecc.
  2. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • gazebo, di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo
  3. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • gioco per bambini e spazio di gioco in genere, compresa la relativa recinzione
  4. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • pergolato, di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo
  5. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • ricovero per animali domestici e da cortile, voliera e assimilata, con relativa recinzione
  6. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • ripostiglio per attrezzi, manufatto accessorio di limitate dimensioni e non stabilmente infisso al suolo
  7. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • sbarra, separatore, dissuasore e simili, stallo biciclette
  8. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento di:
    • tenda
    • tenda a pergola
    • pergotenda
    • copertura leggera di arredo
  9. Installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento
    • elemento divisorio verticale non in muratura, anche di tipo ornamentale e similare

Manufatti leggeri in strutture ricettive

  1. Installazione, riparazione e rimozione
    • manufatti leggeri in strutture ricettive all’aperto:
      • roulottes
      • campers
      • case mobili
      • imbarcazioni e assimilati

Opere contingenti temporanee

  1. Installazione, previa Comunicazione Avvio Lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione per i quali non è necessaria la Comunicazione di:
    • gazebo
  2. Installazione, previa Comunicazione Avvio Lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione per i quali non è necessaria la Comunicazione di:
    1. stand fieristico
  1. Installazione, previa Comunicazione Avvio Lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione per i quali non è necessaria la Comunicazione di:
    • servizi igienici mobili
  1. Installazione, previa Comunicazione Avvio Lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione per i quali non è necessaria la Comunicazione di:
    • tensostrutture, pressostrutture e assimilabili
  2. Installazione, previa Comunicazione Avvio Lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione per i quali non è necessaria la Comunicazione di:
    • elementi espositivi vari
  3. Installazione, previa Comunicazione Avvio Lavori, nonché interventi di manutenzione, riparazione e rimozione per i quali non è necessaria la Comunicazione di:
    • aree di parcheggio provvisorio, nel rispetto dell’orografia dei luoghi e della vegetazione ivi presente

Osservazioni sugli interventi liberalizzati

Innanzitutto va precisato che le opere “liberalizzate” vanno realizzate comunque nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e di tutte le normative sull’attività edilizia applicabili:

  • norme antisismiche
  • norme di sicurezza
  • norme antincendio
  • norme igienico-sanitarie
  • norme sull’efficienza energetica
  • norme di tutela dal rischio idrogeologico
  • disposizioni del codice dei beni culturali e del paesaggio

Inoltre, va evidenziato che l’elenco delle opere e degli elementi oggetto di intervento non è esaustivo.

 

Detto ciò, analizzando attentamente gli interventi relativi alla manutenzione ordinaria non troviamo grosse sorprese: sono inclusi tutti gli interventi di sostituzione, rinnovamento e riparazione di vari oggetti (infissi, pavimenti, intonaco, ascensore, ecc.) e dei vari impianti (elettrico, idrico, gas, illuminazione, estrazione fumi, ecc.).

 

E’ inclusa tra gli interventi di manutenzione ordinaria l’installazione anche di controsoffiti non strutturali, mentre per quelli strutturali sono previsti solo la riparazione e il rinnovamento.

Quindi, chi ad esempio  deve realizzare un controsoffitto in cartongesso non strutturale per esigenze estetiche e/o per alloggiare faretti o strip led non ha bisogno di alcun permesso, ma può operare direttamente, avvalendosi ovviamente di figure specializzate che rilascino le dovute certificazioni post operam (dichiarazione di conformità, ecc.).

 

La manutenzione di tutti gli impianti domestici è consentita, ma risulta anche possibile installare ex-novo i seguenti impianti, senza alcun permesso:

  • antenna TV – antenna parabolica 
  • antenne per la ricezione di altri segnali (es. internet banda larga in 4G, Wi-Max, ecc:)
  • impianto di climatizzazione (condizionatori d’aria, ecc.) e relative canalizzazioni
  • illuminazione esterna
  • impianti antincendio

 

E’ possibile installare inferriate e altri sistemi anti-intrusione (barre di protezione, sistemi antifurto, ecc.).

 

In merito alle pompe di calore, non ci sono grossi dubbi: è ammessa l’installazione (oltre alla riparazione, sostituzione, rinnovamento e messa a norma) di pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW.

 

Ascensori e montacarichi di vario genere sono installabili senza titolo, purché non creino nuovi volumi e non alterino la sagoma dell’edificio.

 

Relativamente alle aree ludiche e all’arredo delle aree di pertinenza, il glossario prevede espressamente la realizzazione di opera per arredo da giardino, come ad esempio:

  • barbecue in murature
  • fontana
  • panchina
  • giochi per bambini e relative recinzioni
  • ecc.

Espressamente prevista anche la realizzazione di gazebo e pergolati, purché di limitate dimensioni e non stabilmente infissi nel suolo.

 

E’ possibile anche installare senza alcun permesso tende e pergotende  di cui molto spesso si discute.

 

Infine, relativamente ai manufatti leggeri in strutture ricettive all’aperto, nessun permesso sarà richiesto per

  • roulottes
  • campers
  • case mobili
  • imbarcazioni
  • assimilati